Il TRULLO

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I contadini trassero spunto da quanto madre natura offriva loro in loco.

Il legname dei boschi era di faticosa lavorazione e, per l’abbattimento degli alberi, bisognava farsi autorizzare dal Padrone, che malvolentieri lo permetteva. Ma, anche quando dei boschi non si conosceva la titolarità, l’umile gente rispettava le piante, proteggendole per cultura e tradizione.

La zona però era ricca di pietre, a strati, in banchi, rotte dal gelo e dalle radici delle piante.

Il contadino sceglieva la parte più rocciosa meno adatta alle coltivazioni, poi plasmava il terreno eliminando la roccia affiorante che veniva utilizzata per la base del trullo e per i muretti a secco.

Dalla roccia calcarea stratificata e facilmente divisibile in lastre,  si ricavavano le chiancarelle che, posate a secco l’una sull’altra, si elevavano in cerchi concentrici fino a chiudere la volta conica. La loro disposizione favoriva il rapido scorrimento e la raccolta della preziosa acqua piovana che, convogliata da canali di pietra, veniva accumulata nella cisterna scavata nel sottosuolo.

Diverse forme di pinnacoli chiudevano il vertice del trullo: croci, stelle, sfere e altri simboli dal significato cristiano o scaramantico.

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